Destina il 5x1000 a L’Arcolaio

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Destina il 5x1000 a L’Arcolaio

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Cos’è il 5x1000 e perchè destinarlo ai progetti di inclusione lavorativa della cooperativa L’Arcolaio 

Cos’è il 5x1000

Ogni anno lo stato destina il 5x1000 delle imposte versate dai contribuenti a enti che svolgono attività socialmente rilevanti iscritti in appositi registri. Al cittadino non costa nulla. Tutti coloro che compilano la dichiarazione dei redditi o che sono in possesso del modello CU fornito dal datore di lavoro o dall'ente erogatore della pensione possono scegliere l’ente no profit a cui destinare il cinque per mille delle proprie tasse. Si tratta di un’opzione che non determina maggiori imposte e non comporta null’altro se non decidere l’ente, la onlus o l’associazione a cui destinare i soldi delle nostre tasse. Diversamente, questa quota andrebbe allo Stato. 

Detenuto che inforna biscotti presso il laboratorio Dolci Evasioni nel Carcere di Siracusa

Il diritto al lavoro per i detenuti

La finalità della pena è quella della rieducazione del condannato, in vista del suo rientro nella società. I percorsi di formazione e lavoro sono uno strumento fondamentale in questo senso: attraverso l'attività lavorativa retribuita la persona detenuta può acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro, aumentare la fiducia nelle proprie capacità e negli altri, iniziare a costruire un nuovo progetto di vita, far parte della comunità partecipando anche alle spese collettive, e provvedere in maniera legale al sostentamento proprio e della famiglia. 

Chi lavora in carcere non torna a delinquere*

Avere un'occupazione consente alle persone detenute di intraprendere un percorso di riflessione orientato al cambiamento. La possibilità di professionalizzarsi, imparare un mestiere, avere un lavoro retribuito è fondamentale per chi sta scontando una pena detentiva. Il lavoro e la prospettiva di un lavoro fuori dal carcere offre loro una reale possibilità di riscatto. Il lavoro restituisce dignità alla persona privata della libertà. La sua quotidianità non è un tempo infinitamente lungo e improduttivo, ma arricchita di senso, utilità, relazioni sociali, autostima e proiezione verso un futuro di legalità.I dati sulla recidiva dimostrano l’importanza del lavoro in carcere: Il 70% di chi non ha svolto nessuna attività torna a delinquere, il tasso si riduce all’1% per chi è stato inserito in un circuito produttivo. Le persone detenute che a fine pena hanno gli strumenti per potersi reinserire e superare lo stigma diventano risorsa e ricchezza per la società 

Il lavoro in carcere riduce i costi dello stato* 

Non solo chi ritorna in libertà con un lavoro regolare contribuisce a pagare le tasse, ma "sconta" allo stato il costo di un suo ritorno in carcere, caso molto probabile se non ha percorso una strada di riabilitazione. Nelle 190 carceri italiane ci sono oltre 60 mila detenuti che costano, incluse le spese per la sicurezza, 4.000 euro al mese a testa. Complessivamente il sistema penitenziario pesa sul bilancio dello Stato per 2,9 miliardi l’anno. È stato calcolato che ogni punto di recidiva guadagnato corrisponde a 40 milioni di euro. Inoltre, percependo uno stipendio durante la detenzione, i condannati in via definitiva sono in grado di contribuire alle spese per il loro mantenimento in carcere, con una quota che l'amministrazione penitenziaria detrae direttamente dalla busta paga.

Una società più sicura

Non c'è migliore investimento sulla sicurezza sociale che il contrasto alla recidiva. Un sistema carcerario realmente orientato al reinserimento socio-lavorativo costruisce cittadini che nella maggior parte dei casi staranno lontano dalla criminalità. 

Il (poco) lavoro nelle carceri italiane* 

In Italia sono circa 18.000 i detenuti coinvolti in un’attività lavorativa, pari a meno del 30% del totale delle persone recluse. Nella maggior parte dei casi si tratta di lavori effettuati alle dirette dipendenze dell’amministrazione penitenziaria (pulizie, cucina, manutenzione, lavanderia, ecc…), effettuati a rotazione per poche ore al giorno, difficilmente spendibili una volta scontata la pena. Pochi detenuti, pari a meno del 4%, svolgono un’attività regolare e professionalizzante, alle dipendente di società o cooperative, dentro o fuori le mura del carcere. Di questo migliaio di persone, quasi 300 sono alle dipendenze di imprese private, i restanti lavorano per cooperative. 

Perchè sostenere le attività de L’Arcolaio

Per garantire ai detenuti il diritto al lavoro, e quindi al riscatto e al reinserimento sociale, è fondamentale l’attività di imprese no profit come L’Arcolaio, che dal 2003 si dedica a costruire percorsi di formazione e lavoro per i reclusi della Casa Circondariale di Siracusa. 

  • Nel nostro laboratorio all’interno della Casa Circondariale di Siracusa, attualmente una decina di detenuti realizzano con passione e professionalità prodotti alimentari biologici, distribuiti sul mercato italiano ed estero con il marchio "Dolci Evasioni'
  • In tutti questi anni abbiamo formato, avviato alla professione e dato lavoro a oltre 200 detenuti, aiutandoli a costruirsi un futuro onesto
  • Ogni anno in questo laboratorio formiamo e assumiamo in media 4/5 nuove persone.
  • Nel 2020, con il progetto “Prison Food” abbiamo assicurato formazione e tirocini formativi a 32 detenuti del carcere di Siracusa e Augusta.
  • Con il progetto "Fuori - La vita oltre il carcere" abbiamo avviato un corso per l'ottenimento della qualifica di addetto pasticcere rivolto a 12 detenuti, garantito un tirocinio formativo a 4 di loro e l'assunzione a 3 persone, proiettando tutti loro verso una nuova vita di riscatto e legalità.

Perchè abbiamo bisogno del tuo sostegno

Condurre un’attività commerciale presso un istituto di detenzione pone una serie di limiti di carattere logistico e organizzativo che non consentono di competere alla pari con gli altri attori del mercato. Gli orari di lavoro sono ridotti, le dinamiche di carico/scarico merci sono complesse, le comunicazioni fortemente limitate (non tutte le attività produttive in carcere hanno accesso a Internet), gli investimenti sulla formazione spesso si volatilizzano in improvvisi turnover, anche la più semplice delle richieste si trasforma spesso in un iter burocratico lungo e penalizzante. 

Inoltre, il nostro lavoro di affiancamento non si limita agli aspetti puramente lavorativi e professionali: coinvolgiamo (e retribuiamo) necessariamente figure educative che possano accompagnare le persone detenute anche dal punto di vista psicologico nel loro percorso di cambiamento.

Il contributo dei cittadini consente alle cooperative sociali come L’Arcolaio di crescere, innovarsi, trovare sempre nuove vie per distinguersi sul mercato e quindi offrire sempre più opportunità di lavoro e riscatto.

Come destinare il 5x1000 a L’Arcolaio

Per destinare il tuo cinque per mille a L’Arcolaio individua il riquadro “sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, apponi la tua firma e scrivi il codice fiscale della nostra cooperativa: 01422230894.

Unisciti a noi e aiuta i detenuti a costruirsi una nuova vita fatta di legalità e dignità.

* Alcune fonti a sostegno dei dati riportati in questo articolo:

Rapporti sulle condizioni di detenzione, Antigone: https://www.rapportoantigone.it/

https://www.linkiesta.it/2020/05/carceri-lavoro-dap-funzione-rieducativa-pena/

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/carceri-perche-70percento-detenuti-torna-commettere-reati-delinquere-pena-lavoro-ergastolo/19648c00-fcc7-11e9-850d-5e44dc14944c-va.shtml

https://www.pianetacarcere.it/carceri/abbattere-la-recidiva-nelle-carceri-con-il-lavoro-lo-studio-ma-anche-con-le-relazioni-umane-828.asp

https://www.apg23.org/it/post/carcere-una-pena-alternativa.html

http://www.massimariogiurisprudenzadellavoro.it/lavoro-carcere-regole-ed-uguaglianza

https://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2016/12/27/news/l_importanza_del_lavoro_come_riabilitazione_in_carcere-154947101/

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