04/07/2022 / La filieraLe Dolci EvasioniNews
Libera Terra fa il suo ingresso nella filiera etica de L’Arcolaio
Dai terreni confiscati al carcere: il basilico della Cooperativa Beppe Montana protagonista del pesto alle mandorle Dolci Evasioni
Da quest’anno il pesto alle mandorle Dolci Evasioni si arricchisce del basilico biologico della cooperativa Beppe Montana - Libera Terra, coltivato con cura sui terreni confiscati alla mafia in località Casebianche, nell’agro di Belpasso, dai soci e dai dipendenti della cooperativa sociale.
Diamo così il via a una nuova forma di collaborazione etica e solidale, dove la qualità dei prodotti sono il frutto di impegno sociale, giustizia, inclusione, riscatto e attenzione all’uomo e all’ambiente.
“È un altro passo avanti nella nostra collaborazione con Libera Terra, con cui condividiamo l’impegno per la legalità e per il riscatto della Sicilia dal giogo della mafia”, commenta Giuseppe Pisano, Presidente de L’Arcolaio. “Daremo vita a una filiera etica e originale in cui il basilico dei terreni confiscati entrerà in carcere per uscirne trasformato dalle mani dei detenuti in un pesto biologico di qualità. Quel pesto sarà un simbolo di rinnovamento e di rinascita per chi dal carcere vuole uscire per reinserirsi nella comunità e per i consumatori che credono che tutti meritano una seconda possibilità.”

La cooperativa Beppe Montana - Libera Terra
Libera Terra è l’anima agricola delle cooperative che, sotto il segno dell’associazione Libera, gestiscono terreni e strutture confiscati alle mafie in Sicilia e altre regioni del Sud Italia, con l’obiettivo di valorizzare territori stupendi ma difficili e promuovere un sistema economico virtuoso e sostenibile attraverso una produzione biologica attenta alla tradizione e alla qualità.
La cooperativa sociale e agricola di lavoro intitolata a Beppe Montana, giovane commissario catanese ucciso dalla mafia nel 1985, gestisce da oltre 10 anni una superficie di circa novanta ettari distribuiti in una delle aree più fertili della Sicilia orientale, dal comprensorio dell’Etna alle pendici dei Monti Iblei. I sei soci agricoltori e una ventina di lavoratori stagionali custodiscono e valorizzano i terreni secondo le rispettive vocazioni tradizionali, coltivando soprattutto arance ma anche olivi, ortaggi e molto altro.
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